foto primo piano di Andrea Ventre di attivazionigratuite.it

Il Decreto Dignità, un flop annunciato. Rimedi e correzioni al fine di evitare il collasso nazionale.

Il Decreto Dignità, un flop annunciato. Rimedi e correzioni al fine di evitare il collasso nazionale.

Il divieto assoluto di pubblicità imposto dal Decreto Dignità, ha sollevato in ogni angolo d’Italia, la delusione e la rabbia di tutti gli addetti ai lavori, che, discriminati ancora una volta, hanno iniziato a scendere in piazza per protestare oppure hanno formato gruppi associati sui social per farsi forza e richiedere a gran voce il rispetto di propri diritti inalienabili. Andrea Ventre, da anni in prima linea con il suo AttivazioniGratuite.it si unisce in maniera solidale a tutti coloro che in questi giorni hanno espresso opinioni importanti e ribadisce che il dialogo tra governo e addetti ai lavori possa essere l’unica via percorribile al fine di evitare collassi economici nazionali su tutti i fronti. “Sono deluso e spaventato da tanto accanimento nei confronti di un settore da sempre esistito e vero polo economico nazionale in questi anni. Il divieto appena introdotto di certo non risolve problemi esistenti, anzi perseverare in tal senso non può far altro che portare i giocatori verso siti non autorizzati. A pochi giorni dall’approvazione di queste misure, abbiamo già assistiti alla rinascita di piattaforme estere e illegali un tempo debellate. Basta navigare sul web per constatare quanto grave e rischioso sia il problema generato. Parliamo di siti che oltre a non tutelare i propri utenti, operano in autonomia non versando nessun tipo di contributo al sistema contributivo nazionale.”

L’italia dei giochi – continua Ventre – in questi anni si è adoperata in collaborazione con le istituzioni per sconfiggere l’illegalità e le organizzazioni criminali infiltrate in un settore interesse di molti. Approvare misure proibizioniste e distruttive non può far altro che distruggere quanto di buono fin qui realizzato. Inoltre il gioco legale è il modo più efficace per tutelare e combattere i fenomeni legati alla ludopatia. Gli addetti ai lavori del comparto legale conoscono bene le problematiche del settore, riconoscono i giocatori a rischio e possono operare in loro difesa limitandoli e supportandoli. Il decreto va modificato e migliorato nell’interesse di tutti, intervenendo sicuramente anche sulla pubblicità di fatto diventata troppo invasiva, ma non proibendola del tutto. Idea mediatrice potrebbe essere condizionarla solo in alcune ore del giorno, intervenendo sui palinsesti televisivi, bloccandola in alcuni momenti della giornata dedicati agli adolescenti o alle famiglie.”

Un’importante misura, in alternativa al proibizionismo pubblicitario, potrebbe essere il divieto di messa in onda e pubblicazione di propagande su bonus promozionali all’interno degli spot. Parliamo di slogan troppo incisivi e gravosi nei confronti dei giocatori ludopatici, incentivanti depositi ingenti al fine di ottenere bonus esagerati ma soggetti ad altre condizioni di utilizzo. Inoltre bisognerebbe considerare che il blocco attuale penalizza non solo il settore giochi con i suoi imprenditori e addetti ai lavori, ma tutta una filiera parallela costituita da aziende estranee al gioco come testate giornalistiche, emittenti televisive e tanti altri soggetti economici più piccoli che dagli introiti commissionati dalla pubblicità, generano benessere all’economia nazionale. Per quanto concerne il nuovo aumento del PREU su slot e vlt è sbagliato puntare sempre e solamente su tali introiti al fine di irrorare le casse erariali. Fare nuova politica, vuol dire trovare nuove soluzioni e alternative per attuare manovre. Alleggerire un settore come quello dei giochi è il primo atto di tutela verso i giocatori, utenti finali di questa lunga filiera. In attesa di ulteriori sviluppi – ha concluso Andrea Ventre – sosterrò in prima linea, con AttivazioniGratuite.it, i diritti di ogni esercente del settore giochi, ma invito comunque tutti gli attori del comparto a far gruppo e continuare a far sentire un’unica e forte voce”.

lp/AGIMEG

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