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Scommesse, domenica nera: sistema in tilt e Sogei fa perdere all’Erario circa mezzo milione di euro

Sogei Tilt - attivazionigratuite.it blackoutSOGEI - attivazionigratuite.it

Domenica nera per il settore delle scommesse sportive. Intorno alle 12 è infatti saltato il collegamento con Sogei di tutti gli operatori on line e successivamente i problemi hanno riguardato anche le agenzie a terra.

 

Praticamente nel pomeriggio di ieri, quando era anche previsto il big match tra Juventus e Roma, un problema al sistema di Sogei ha impedito agli appassionati di effettuare scommesse. Solo in tarda serata il problema è stato risolto. Le prime stime “prudenti” parlano di una mancata raccolta intorno ai 15 milioni di euro, che si tradurrebbe in un danno per l’Erario, come entrate mancate, superiore al mezzo milione di euro. Ad avvantaggiarsene sono stati gli operatori stranieri privi di concessione, che hanno invece continuato a raccogliere gioco regolarmente potendo contare anche sulle entrate extra dei giocatori impossibilitati a scommettere presso gli operatori autorizzati.

Ad andare i tilt è stata la piattaforma informatica della Sogei, la società controllata al 100 per cento dal Tesoro che si occupa di tutti i servizi informatici per la Pubblica amministrazione, in particolare per il Mef e le agenzie fiscali, in base a un contratto pluriennale. Uno snodo fondamentale per il controllo e la tracciabilità di tutti i flussi finanziari. Tra cui quello delle scommesse sportive, attraverso il quale in passato ci sono stati anche tentativi (riusciti) di operazione di riciclaggio di denaro.

Di conseguenza, se il sistema della Sogei è colpito da un black out è evidente che le società di scommesse “legali” non possono far altro che bloccare la raccolta delle puntate perché non c’è nessuno che può controllare i flussi finanziari. Ed è quello che è accaduto domenisca scorsa.

Non è facile calcolare quanto sia stato il danno per le società delle scommesse, perché oltre al mancato incasso, c’è il danno di immagine, in particolare in quella che gli esperti considerano una giornata di “cartello”. La domenica precedente – giusto per fare un raffronto – la raccolta totale è stata di circa 22 milioni di euro. Mentre nel week end scorso, si è potuto scommettere sugli appuntamenti domenicali solo nelle prime ore della giornata.

E c’è chi parla già di possibile class action. Lo fa una delle associazione di categoria, l’Agisco, che attacca il ministero delle Finanze: “Il blocco della raccolta delle scommesse sportive di domenica 5 ottobre dalle 14 in poi – si legge in una nota – conferma come l’Agenzia Dogane e Monopoli considera il lavoro dei concessionari di scommesse. Oltre a consentire l’esistenza e la permanenza sul territorio italiano di una rete parallela, ormai più radicata di quella della Stato italiano, gli regala il fatturato di una domenica calcistica e non si degna di alcuna comunicazione ai suoi concessionari e relativi scommettitori. Se non procederà autonomamente a risarcire i danni provocati l’associazione promuoverà una class action per chiedere il risarcimento”, conclude la nota.

Agimeg – Repubblica.it

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