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Calabria, presentata proposta di legge per portare a 48 i mesi per l’adeguamento al distanziometro

Calabria, presentata proposta di legge per portare a 48 i mesi per l’adeguamento al distanziometro

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Presentata in Calabria una proposta di legge, firmata dal presidente del Consiglio regionale Mimmo Tallini, di “manutenzione normativa” di alcune leggi regionali.

Il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Mimmo Tallini, ha presentato una Proposta di Legge che punta a modificare, tra le altre cose, la normativa sul distanziometro ponendo il termine per adeguarsi a tale misura a 48 mesi, anziché 24.

Il provvedimento andrebbe ad intervenire sulla legge “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”, in particolare per quanto attiene l’articolo 16, quello che predispone gli “Interventi per la prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico”.

Ricordiamo che per il “distanziometrico è prevista una distanza minima di 300 metri (elevata a 500 metri per i comuni con più di 5.000 abitanti) degli esercizi commerciali rispetto ad una serie di “luoghi sensibili”: scuole, centri di formazione, luoghi di culto, ospedali, impianti sportivi, luoghi di aggregazione giovanile, istituti di credito e sportelli bancomat, compro oro e stazioni ferroviarie.

Escluse da queste limitazioni le tabaccherie, a condizione che gli apparecchi di gioco siano collocati “nell’area di vendita in posizione sottoposta al controllo visivo del titolare” e non siano posti “in aree separate dall’area di vendita”. È data la possibilità ai Comuni di individuare ulteriori “luoghi sensibili”. I titolari delle sale da gioco, delle tabaccherie e delle sale scommesse esistenti alla data di entrata in vigore della legge si devono adeguare a quanto previsto entro i 12 mesi successivi (diventati poi 24 con le modifiche della legge n.51 del 2018). AGIMEG

Puglia: domani si discute della legge regionale sul gioco e gli operatori manifesteranno davanti il Consiglio

Puglia: domani si discute della legge regionale sul gioco e gli operatori manifesteranno davanti il Consiglio

Il Consiglio Regionale della Puglia tornerà domani ad occuparsi di distanziometro e misure contro la ludopatia, mentre gli operatori del gioco si sono dati appuntamento di fronte alla sede del Consiglio per dare il via a un “confronto volto a rendere compatibili il gioco con la sostenibilità sociale, contrastare gli abusi e combattere l’illegalità”. Il 20 giugno scade infatti la proroga sul distanziometro per gli esercizi preesistenti, la legge regionale del 2013 consentiva infatti alle sale da gioco e agli esercizi che avevano istallato slot di proseguire le attività, senza dover rispettare le distanze dai luoghi sensibili, per altri 5 anni, in sostanza quindi fino alla fine del 2018.

A ottobre scorso il Consiglio Regionale ha adottato una proroga di sei mesi, facendo slittare il termine appunto al 20 giugno. Questo lasso di tempo – prevedeva la stessa proroga – doveva servire a svolgere un ciclo di audizioni “con tutti i soggetti portatori di interesse al fine di valutare attentamente le diverse posizioni e apportare alla legge regionale n. 43 del 2013 le modifiche necessarie a renderla uno strumento utile, specie al contrasto e alla diffusione, nel contrasto al gioco d’azzardo patologico senza ledere i diritti dei lavoratori e degli operatori del settore”.

Però, domani, il Consiglio Regionale non farà il punto della situazione, ma discuterà un disegno di legge presentato dal Consigliere Vincenzo Colonna (Noi a Sinistra per la Puglia) e altri, per inasprire ulteriormente la legge regionale del 2013. Il testo in realtà appare in gran parte superato: si compone di 4 articoli e 3 riguardano il divieto di pubblicità del gioco e il taglio dei contributi alle emittenti locali che trasmettono pubblicità del gioco. Il Governo nazionale ha però già varato un pacchetto di norme che vietano qualunque forma di pubblicità del gioco con il decreto Dignità. L’ultima norma riscrive la previsione che detta l’elenco dei luoghi sensibili – ma in realtà il contenuto è pressoché identico – scompare però questa frase: “L’autorizzazione – concessa dalle amministrazioni locali alle sale da gioco, NdR – è concessa per cinque anni e può essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza”. Lo stesso giorno, dalle 10 alle 13, gli operatori dei giochi – supportati dai sindacati Filcams CGIL, Fisascat CISL PUGLIA – si raduneranno in un sit-in di fronte alla sede del Consiglio Regionale. Tante le sigle importanti che hanno aderito alla manifestazione, tra le quali Agisco, Emi Rebus, Sapar, Acadi, Astro. lp/AGIMEG

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Da Nord a Sud: il fenomeno dei totem illegali al centro dei controlli della Gdf.

Da Nord a Sud: il fenomeno dei totem illegali al centro dei controlli della Gdf.

controlli della guardia di finanzaDal Piemonte alla Sicilia. La lotta al gioco illegale prosegue con la Guardia di Finanza impegnata in controlli e sequestri nei confronti della sale che non rispettano la normativa italiana per quanto riguarda il gioco pubblico. Tra le attività illecite che sono oggetto di controllo da parte delle forze dell’ordine si registrano in particolare i totem, apparecchi che consentono di giocare su piattaforme prive di concessione dello Stato italiano. Un danno non solo per l’Erario e per chi opera legalmente dovendo fare i conti con una concorrenza sleale, ma soprattutto per i giocatori, visto che nella maggior parte dei casi i totem non rispettano le direttiva di sicurezza come il divieto dei giochi ai minori. Ma quali sono i numeri di questo fenomeno? Il bilancio del dossier della Guardia di Finanza – riporta Agimeg – sul contrasto al gioco illegale e irregolare effettuato su un anno di indagini (il 2018) segnala che per quanto riguarda i controlli amministrativi, sono stati ispezionati 4.390 esercizi, accertando 913 violazioni che hanno portato alla denuncia di 283 persone ed al sequestro di 1.263 punti illegali di raccolta scommesse. I totem segnalati sono stati 534.
Nel 2019 il fenomeno non è rallentato, anzi. Operazioni di varia portata hanno messo in luce una forte attività senza collegamento alla rete di controllo dei Monopoli. A fine marzo ad esempio il Comando regionale Puglia della Guardia di Finanza ha disposto l’esecuzione di un piano straordinario di interventi finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno del gioco illegale e delle scommesse clandestine: ben 63 le apparecchiature sequestrate tra terminali informatici (i cosiddetti totem), personal computer e attrezzature, con la verbalizzazione di 32 persone. Non è stato di certo un caso isolato. Interventi simili sono stati messi in atto soprattutto in Campania, Calabria, Sicilia, Basilicata e Abruzzo. Il fenomeno ovviamente non riguarda solamente il Sud. Le stesse forze dell’ordine in Piemonte hanno lamentato il fatto che in qualche modo le nuove normative che prevedono il distanziometro delle sale dai luoghi sensibili abbia favorito chi non rispetta le regole. I totem hanno avuto “gioco facile” rispetto alle apparecchiature correttamente collegate alla rete di Monopoli di Stato. Maggio è quindi iniziato con con la denuncia dei Carabinieri in provincia di Alessandria di otto italiani per associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica ed alla truffa ai danni dello Stato. A seguito di numerose perquisizioni effettuate presso esercizi pubblici nei Comuni di Mirabello, Alessandria, Spinetta, Sale, Tortona, Novi Ligure e Castello d’Annone, sono stati sequestrati 15 apparecchi da gioco. lp/AGIMEG

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